Questo è stato il libro d'esordio dello scrittore Pino Roveredo. Un libro fortemente autobiografico, che parte dall'infanzia, vissuta con i genitori sordomuti, la povertà, poi il collegio, la fuga, la caduta nell'alcolismo e nell'inferno degli ospedali psichiatrici e della galera. Fino alla redenzione finale, trovata nella scoperta dell'amore per una donna. Un libro spesso crudo, ma che in fondo può essere visto come un messaggio di speranza. C'è sempre una possibilità di uscita. Bisogna scegliere. Molto belle le parole dello stesso Pino Roveredo:
"Oggi se qualcuno che la vita si vive una volta sola, io posso raccontargli che no, la puoi fare girare anche due volte, si, anche due volte."
6 commenti:
Nell'era di federico moccia gli autori come Pino Roveredo non li calcola nessuno...
Non esageriamo: Roveredo ha un certo successo. Certo, non ha alle spalle la macchina pubblicitaria che sostiene moccia, ma non si può dire che sia sconosciuto.
L'hai detta giusta: la differenza, in fatto di successo di uno scrittore, la fanno i media e il marketing ormai. Le qualità intrinseche dello scrittore contano quasi nulla. Altrimenti certi successi editoriali non avrebbero spiegazione (come ad esempio moccia)
E' vero, però, nonostante tutto, Roveredo ha una certa visibilità mediatica. Se avesse alle spalle - come dici anche tu - i media e il marketing - probabilmente venderebbe centinaia di migliaia di copie. Comunque non si può dire che Roveredo sia uno scrittore misconosciuto.
Viviamo in un tempo in cui le tecniche di comunicazione corrette (ma fprse dovrei dire le tecniche di persuasione corrette) sono più imprtanti della qualità, ai fini del successo di un artista.
Vero che il marketing conta molto, ma alla fine siamo noi utenti(forse la parloa giusta è consumatori ;)) finali a decidere cosa leggere, cosa guardare e cosa ascoltare.
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