mercoledì 19 marzo 2008

La crisi del triangolo della sedia, emblema dell'imprenditoria friulana.

Leggo sul sito FriuliNews.it che è finito in carcere in custodia cautelare con l'accusa di bancarotta fraudolenta il noto imprenditore friulano Giovanni Masarotti, già presidente di Promosedia e del Comitato del distretto industriale della Sedia. Un ulteriore segnale della strutturale incapacità dell'imprenditoria friulana ad affrontare le sfide del mercato moderno. Comunque questo non è un problema solo friulano: più in generale è l'intera categoria degli industriali che non si è rivelata essere in grado di stare sul mercato, abituata a lauti guadagni senza fare nessun investimento nell'innovazione e accecata dalle lusinghe della delocalizzazione, che spesso si è rivelata essere una vera sciagura. L'importante è guadagnare tutto e subito, del domani chi se ne frega. Unico pensiero: pagare poco il personale, tenuto a bacchetta con contratti precari e sottopagati. Risultato finale: il tracollo.

8 commenti:

Anonimo ha detto...

Ben detto, freemind. Gli industrieli sanno solo lamentarsi delle così dette "rigidità" del mercato del lavoro e dei suoi costi, di fatto mi sembra siano solo dei questuanti che vogliono drenare contributi statali e agevolazioni varie, scaricadno costi e responsabilità sulla società civile. La grande industria in Italia è di fatto una struttura a investimento pubblico e a utile privato. E poi criticano anche gli statali!

Anonimo ha detto...

Sfondate una porta aperta...

Anonimo ha detto...

Il problema è che bisognerebbe sfondare qualcun altro... altro che le porte...

giovanni ha detto...

Sono Giovanni Masarotti e solo oggi, ovvero quando il Tribunale del riesame ha deciso che non dovessi più avere nessun limite alla mia libertà, ho letto il tuo blog.
E' molto deludente che qualcuno, solo leggendo un articolo di giornale o sentendo la televisione, possa lanciare giudizi su una persona.
Forse se anch'io avessi delocalizzato, sfruttato i dipendenti, ottenuto contributi a fondo perso (credimi a Manzano ne abbiamo visti ben pochi rispetto alla ricchezza che abbiamo creato sia per noi e le nostre famiglie, ma anche per l'intero Friuli), se anch'io avessi solo copiato le crezioni altrui e non investito centinaia di migliaia di euro all'anno per il design, l'innovazione, per la formazione etc, forse le mie Aziende non sarebbero fallite e forse tutto il nostro (mio e della mia famiglia) patrimonio immobiliare (diciamo per 3milioni di euro) sarebbe ancora in mio possesso e non in attesa di aste giudiziarie: il tutto perchè io credevo nelle mie Aziende e non volevo farle fallire. Purtroppo non ci sono riuscito.

freemind ha detto...

Non ho sparato giudizi su nessuna persona. Non sono nessuno per farlo. La lettura dell'articolo inerente i fatti accaduti alle tue aziende è stata per me l'occasione per esternare alcune mie perplessità sulla capacità del nostro sistema industriale di rimanere sul mercato senza ricorrere a massicci investimenti di denaro pubblico, nonchè sulla facile scappatoia della precarizzazione selvaggia del personale come strumento per abbassare i costi scaricando tutti i problemi sulla collettività. Per non parlare della delocalizzazione delle aziende. Perplessità non solo mie, ma largamente condivise con molta gente. Non mi riferivo nello specifico alle tue aziende, ovviamente. E men che mai sulla tua persona, visto che non ti conosco salvo per quello che leggo sui giornali e soprattutto in Rete, visto che sto progressivamente abbandonando i canali di informazione tradizionali. Per quel che mi riguarda, comunque, il fatto che un'azienda fallisca è un segnale dell'incapacità dell'imprenditore che la gestiva di rimanere sul mercato. Quando poi i fallimenti delle aziende nel settore della sedia in Friuli si moltiplicano, personalmente interpreto questo fatto come una incapacità della classe imprenditoriale friulana del setore in questione a rimanere sul mercato. Non per questo voglio esprimere giudizi sulle persone, mi sembra che i concetti siano profondamente diversi.
Ti auguro comunque che tu possa al più presto dimostrare la tua estraneità ai fatti che ti sono stati contestati. Mi rendo conto che la situazione per te e la tua famiglia deve essere molto difficile, dal punto di vista umano non posso che esprimerti la mia solidarietà. Tuttavia le mie perplessità sulla imprenditorialità italiana e sulle dinamiche sociali che vengono innescate da una secondo me discutibile legislazione sul lavoro e sulla gestione dei contributi statali rimangono intatte.

Anonimo ha detto...

Masarotti che i santi ti benedicano

tea ha detto...

cazzeggia!!!!cazzeggia!!!! e la tua coscienza???????

Anonimo ha detto...

Masarotti vai mona!