Con il 1° marzo è stato sospeso il provvedimento delle targhe alterne a Udine, grazie al cambiamento del tempo. Al di là del fatto che l'autorità pubblica può solo applicare le leggi, e quindi non ha senso prendersela con il Comune se ha imposto questa limitazione agli automobilisti, mi sembra il caso di fare alcune considerazioni su quanto è successo.
In primo luogo mi sembra ormai assodato dal punto di vista scientifico che limitare il traffico veicolare non abbassa in modo significativo l'emissione di polveri sottili. Solo un significativo cambio delle condizioni metereologiche, in particolare l'alzarsi del vento o la presenza di significative precipitazioni, pare siano in grado di pulire l'aria e abbattere quindi la concentrazione delle polveri sottili. Da questo punto di vista quindi l'imposizione delle targhe alterne non ha nessun impatto significativo sull'abbattimento dei pm10.
Altra considerazione è che questo provvedimento ha effetti veramente negativi sui cittadini, che si trovano in notevole difficoltà a muoversi nell'area comunale. I mezzi pubblici, il cui uso dovrebbe essere il rimedio a queste problematiche, non sono di fatto in grado di ovviare il problema, sia perché non raggiungono tutte le zone, sia perché gli orari sono troppo diradati, sia perché (non ultimo), non possono certo definirsi economici.
Una cosa che inoltre mi fa sorridere è che il provvedimento delle targhe alterne non fa alcuna distinzione tra veicoli Euro 1, 2, 3 e 4. Questa mi sembra una vera presa per i fondelli. Le cose sono due: o questa classificazione dei veicoli non ha senso (e allora va abrogata), o il legislatore è folle nel non prevedere distinzioni tra le classi di automobili (e allora una distinzione andrebbe fatta).
Concludendo, mi auguro che il legislatore quanto prima ponga rimedio alle contraddizioni di questa norma legislativa. Magari abrogandola, a meno che qualcuno non dimostri una volte per tutte, dati alla mano, la sua efficacia nel risolvere il problema delle polveri sottili.
5 commenti:
Sì, imporre le targhe alterne (a Udine così come in ogni altra città d'Italia) non ha molto senso.
Personalmente credo si debba andare al di là del fatto meramente scientifico e guardare la cosa da un altrp punto di vista, più ampio. C'è un problema di educazione ambientale. Non ha molto senso che ogni giorno si muovano un sacco di macchine con una sola persona dentro. Da questo punta di vista, il fatto di permettere comunque l'accesso alle auto con almeno tre persone a bordo è molto educativo.
Isa, da quello che scrivi mi sa che tu non vai a lavorare. Per chi deve andare ogni giorno al lavoro in molte città italiane non potere usare la propria automibile è un dramma. A meno che non lavori a due chilometri da casa tuta. Ma sono pochi a avere questo privilegio.
@ Toni: non sei l'unico a dissentire! ;)
@ Isa: non è bello vedere una marea di macchine vuote con una sola persona all'interno, su questo sono d'accordo. Però non credo che OBBLIGARE la gente a non usare la macchina sia la soluzione. Bisogna dare ai cittadini delle alternaztive percorribili, in altre parole forse riscrivere le regole della nostra società...
Ho amici ambientalisti che a sentire loro questi provvedimenti sono una manna che viene dal cielo... vaglielo a spiegare tu che forse non è tutto oro quello che luccica! ;)
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