Anche se non se ne parla molto, sta di fatto che la nostra regione è in una fase di declino ormai stabile. Illuminante, a questo riguardo, la lettura della pubblicazione I numeri del Friuli Venezia Giulia; Economia, società, innovazione nel periodo 1997-2007, edito dalla Forum, la casa editrice dell'Università di Udine. Un lavoro molto interessante che è stato in pratica oscurato dagli organi di informazione regionale, probabilmente perché la realtà che emerge è avvilente. Certo, il clima economico in generale - a livello nazionale - non è entusiasmante, ma il Friuli appare in notevole difficoltà, rimanendo indietro rispetto ad altre regioni del Nord.
Un dato tra tutti mi sembra significativo: negli ultimi cinque anni su base nazionale si è verificato un calo dell'8.9% delle imprese industriali, mentre nel Friuli si è avuto un crollo del 15.6%. In altre parole l'imprenditoria friulana non è in grado di competere nel settore industriale. Una realtà tristemente paradigmatica di questo fatto è la crisi del triangolo della sedia, dove le aziende falliscono una dietro l'altra.
Per quanto riguarda la situazione delle famiglie friulane, ci sono due dati interessanti che devono fare riflettere. Il primo è l'indebitamento, passato dai 5.6 miliardi di euro del 2002 agli 8.7 del 2007, con un incremento in cinque anni del 57%. Il secondo è la crescita impressionante del credito al consumo, passato da 0.9 miliardi di euro del 2002 a 1.6 del 2007, con un incremento in cinque anni del 63%. In altre parole, le famiglie friulane non si indebitano più solo per comprare la casa, ma anche per fare la spesa, e la situazione sta peggiorando sempre più.
Insomma, l'immagine del Friuli Venezia Giulia come isola felice sta facendo acqua da tutte le parti. Anche se nessuno lo dice. Buon lavoro, Renzo Tondo.
Un dato tra tutti mi sembra significativo: negli ultimi cinque anni su base nazionale si è verificato un calo dell'8.9% delle imprese industriali, mentre nel Friuli si è avuto un crollo del 15.6%. In altre parole l'imprenditoria friulana non è in grado di competere nel settore industriale. Una realtà tristemente paradigmatica di questo fatto è la crisi del triangolo della sedia, dove le aziende falliscono una dietro l'altra.
Per quanto riguarda la situazione delle famiglie friulane, ci sono due dati interessanti che devono fare riflettere. Il primo è l'indebitamento, passato dai 5.6 miliardi di euro del 2002 agli 8.7 del 2007, con un incremento in cinque anni del 57%. Il secondo è la crescita impressionante del credito al consumo, passato da 0.9 miliardi di euro del 2002 a 1.6 del 2007, con un incremento in cinque anni del 63%. In altre parole, le famiglie friulane non si indebitano più solo per comprare la casa, ma anche per fare la spesa, e la situazione sta peggiorando sempre più.
Insomma, l'immagine del Friuli Venezia Giulia come isola felice sta facendo acqua da tutte le parti. Anche se nessuno lo dice. Buon lavoro, Renzo Tondo.
7 commenti:
Non c'è più speranza, ormai. Possiamo solo guardare. Mentre l'Italia agonizza lentamente, nelle mani di una classe dirigente inetta e parassita.
Un cittadino senza speranza
Azz... a quando il suicidio, cittadino senza speranza??
Dell'Italia? Non manca molto...
Un cittadino senza speranza
No, alludevo al tuo, caro cittadino senza speranza! ;)
Bhè, speriamo che ci siano altre soluzioni, oltre al suicidio! ;)
Il Friuli è ormai in coma profondo. Come l'Italia. Personalmente non ho comunque nessuna intenzione di suicidarmi. E' la nostra classe dirigente che dovrebbe dignitosamente spararsi una revolverata in testa.
Adesso vedremo quello che vale il centrodestra...
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