Come ormai arcinoto, l'Agenzia delle Entrate ha reso disponibile on line la dichiarazione dei redditi dei cittadini italiani per l'anno 2005. La cosa ha scatenato un putiferio, poco dopo il garante per la privacy ha imposto di bloccare la pubblicazione in rete. Ovviamente troppo tardi, visto che ormai i files sono disponibili a tutti grazie al file sharing, per cui la loro eliminazione è impossibile. Anche se in ritardo, voglio dire la mia su questa vicenda. Secondo me la pubblicazione di questi dati non è per niente uno scandalo, specie in uno stato come l'Italia, dove l'evasione fiscale è altissima. Tra l'altro, mi risulta che l'accesso alle dichiarazioni dei redditi altrui è comunque cosa perfettamente fattibile (e quindi non costituisce un dato sensibile) da qualunque cittadino. Comunque, se uno le tasse le paga, non vedo dove sia il problema. Insomma tanto clamore per nulla...
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3 commenti:
Bhè, però pare che secondo il garante della privacy sia invece giusto mandare on line gli stipendi e le assenze dei dipendenti pubblici. Qualcosa non torna...
In effetti o tutti o nessuno. La trovata di Brunetta mi sembra proprio una sparata populista.
Non capisco dove sia il problema nel rendere noto online i redditi di tutti i cittadini. A me piacerebbe conoscere quello del mio dentista, che piange sempre il morto.
Quanto a Brunetta, mi viene da ridere che sia proprio un dipendente pubblico (mi risulta che sia un professore universitario, cioè uno veramente privilegiato)a volere rendere efficiente la pubblica amministrazione! Comunque un pubblica amministrazione più efficiente significa rigorosi controlli fiscali, seri controlli sulla sicurezza nelle aziende, etc etc. etc. Siamo sicuri che sia questo l'obiettivo di un governo di destra che ha appena annunciato di perseguire gli obiettivi di Confindustia??? Personalmente ho i miei dubbi.
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