mercoledì 28 maggio 2008

I nuovi Cei: probabile pacco-dono del governo al Friuli.

Apprendo dall'ANSA che una delle conseguenze del nuovo disegno di legge volto a contrastare l'immigrazione clandestina sarà l'apertura di almeno dieci nuovi Cei (Centri di Identificazione ed Espulsione), che prenderanno il posto dei vecchi Cpt. Il disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri infatti allunga il tempo di permanenza nei Cei (ex Cpt) da 60 giorni a 18 mesi, oltre a introdurre il reato di immigrazione clandestina. Logica conseguenza sarà l'intasamento delle strutture atte ad accogliere (se ha senso questo termine) i presunti clandestini, evidente quindi il bisogno di realizzare nuovi Cei (ex Cpt). Un gruppo di lavoro istituito tra Ministero della Difesa e quello degli Interni valuterà le sedi più opportune dove creare le nuove strutture. Il ministro La Russa ha suggerito di utilizzare le caserme dismesse per realizzare i nuovi centri. Vista la concentrazione di vecchie strutture di questo tipo in Friuli (e nella stessa Udine), probabile che la nostra regione è la migliore candidata ad accogliere una marea di disperati da tutta l'Italia. Un bel pacco dono per la nostra regione, in particolar modo per il neo eletto sindaco di Udine, Honsell, cui verrebbe regalata una rogna ingestibile.

10 commenti:

Anonimo ha detto...

Giusta osservazione. Speriamo bene...

Anonimo ha detto...

Bhè, comunque è chiaro che qualcuno se li deve tenere. Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca.

Anonimo ha detto...

Credo che ogni regione dovrebbe tenersi i suoi. Che il Friuli diventi il ricettacolo di tutti i clandestini d'Italia a me non va bene.

Anonimo ha detto...

Visto il tuo nick, credo tu sia friulano, furlan. Forse sarebbe meglio che la smettessimo di pensare solo a quello che succede a casa nostra. I clandestini devono andare dove c'è spazio, possibilmente senza spendere cifre esose. Ben venga la riconversione delle caserme, se serve a risparmiare soldi.

freemind ha detto...

Mi sento vicino al pensiero di Furlan Non credo che ammassare tutti gli immigrati clandestini in una regione (ammesso poi che questo sia il progetto del governo) sia una trovata intelligente. Ogni regione dovrebbe gestirsi le sue rogne, salvo casi eccezionali. Per quanto riguarda poi il risparmio, caro Ciri, non trascuriamo le spese necessarie a trasferire gli immigrati di Lampedusa (ad esempio) in Friuli. Comunque vedremo.

Anonimo ha detto...

Complimenti per la sensibilità dimostrata nei confronti dei disperati che sono costretti a venire a elemosinare un tozzo di pane da noi! A sentire voi sembra quasi che non siano esseri umani, ma fastidiosi oggetti...

Anonimo ha detto...

Isa, qui nessuno si diverte a sparare sulla Croce Rossa (almeno non io). Comunque il problema esiste (non so dove abiti tu, ma ormai girando in centro a molte città italiane non ci si sente più sicuri), e in qualche modo va risolto. Non possono entrare in Italia tutti i poveri del mondo perchè non potremmo mai mantenerli (anche al di là del discorso delinquenza). Se tu hai delle soluzioni alternative ai cpt ben lieto di ascoltarti.

Anonimo ha detto...

Per ciri: si, sono friulano (come da nick). Torno a dire che ognuno si deve gestire i suoi immigrati clandestini, prima di tutto proprio per una questione di costi.

freemind ha detto...

Inoltre c'è un altro problema: le carceri sono di nuovo intasate. Il discusso provvedimento sull'indulto ha già cessato i suoi effetti. Tra nuove carceri e nuovi Cei (ex Cpt), mi sa che in Italia sta partendo il nuovo business dell'edilizia penitenziaria...

Anonimo ha detto...

Edilizia penitenziaria e ponte sullo stretto di Messina... ecco come fare ripartire l'economia...